04.05.01

Trasporto merci via mare

A livello globale, il traffico via mare rappresenta il metodo di trasporto più utilizzato, grazie soprattutto alla grande disponibilità di spazio per il carico. 

In Italia nel 2019 le spedizioni su nave hanno spostato 508 milioni di tonnellate di merci, di queste 315 milioni in trasporto internazionale e 193 milioni in cabotaggio.

 

Alla base del trasporto marittimo ci sono due principali opzioni di carico, ossia FCL (carico a regime completo) e LCL (carico a regime groupage):

 

  • FCL: “Full Container Load” identifica il carico del mezzo da parte di un unico soggetto, il quale può sì riempire completamente il container con una sola spedizione, nel caso questa risulti abbastanza voluminosa, ma può anche caricare merci destinate a più clienti o scegliere di non riempire completamente l’unità se mantiene un vantaggio in termini di costo rispetto al LCL.

 

  • LCL: con “Less than Container Load” si intende un container caricato con merci provenienti da più committenti presso un punto di partenza. Questa eventualità prevede che i singoli carichi (di solito piccole spedizioni che da sole non occuperebbero il container) siano valutati in base allo spazio che occupano (peso e volume) sul totale disponibile, così da calcolare il costo da applicare, con i metodi che abbiamo visto. I tempi di caricamento in questo caso saranno in media maggiori se paragonati al trasporto FCL, a causa dell’attesa del caricamento da parte di mittenti diversi.

 

vantaggi e svantaggi del trasporto marittimo

Come abbiamo visto in precedenza, le restrizioni dovute alla pandemia hanno avuto pesanti ripercussioni sulle diverse modalità di trasporto, modificando gli equilibri, già precari, che regolavano il traffico internazionale. Uno dei punti di forza del trasporto marittimo, ad esempio, è sempre stato il costo conveniente rispetto ad altri mezzi, soprattutto se si ha la necessità di spedire grossi volumi di carico. In seguito al coprifuoco legati all’epidemia da Covid-19 e ai rallentamenti della produzione, i noli marittimi hanno visto aumenti stratosferici fino al +600%, con i costi di import/export cresciuti fino a 6-7 volte, sospinti anche da altre cause, dalla Brexit, all’emergenza della portacontainer Ever Given bloccata nel Canale di Suez, fino agli squilibri presenti da tempo nel sistema logistico internazionale.

Quello dunque che, di norma, sarebbe stato uno dei principali vantaggi del trasporto merci via mare, è al momento un aspetto problematico, fintanto che non si trova una soluzione a livello globale. Nonostante questo, per spostare grandi volumi di carico su lunghe distanze difficilmente risulteranno più convenienti, in termini logistici, altre modalità di trasporto.



Vantaggi del trasporto marittimo

  • Grande capacità: rispetto alle altre modalità di trasporto, le navi cargo hanno una capacità di carico decisamente più alta, perfetta in caso di merci fuori standard o dai grossi pesi e volumi.
  • Restrizioni: rispetto, ad esempio, al trasporto via aerea, il trasporto marittimo deve sottostare a direttive meno stringenti, specialmente in materia di merci pericolose.

 

Svantaggi del trasporto marittimo

  • Lentezza: spedire via mare comporta tempi lunghi, una condizione sfavorevole che al momento, per tutte le cause elencate sopra, si è acuita, portando a forti ritardi nelle consegne delle merci. Per ovviare questa problematica si stanno facendo passi avanti, specialmente grazie alle novità della cosiddetta Dogana 4.0, per la digitalizzazione delle pratiche doganali.
  • Rischi: dai possibili danni alla merce, al suo smarrimento, fino ai rischi per la sicurezza dell’equipaggio su certe tratte, sono tutte eventualità da mettere in conto per chi organizza una spedizione via mare.




tipologie di container

Abbiamo nominato il container in qualità di unità di carico per spedire la merce, in quanto il 90% dei trasporti effettuati via mare (tramite navi portacontainer) vede l’utilizzo di questi contenitori, che grazie a diverse forme e dimensioni sono perfetti per immagazzinare grandi quantità di “collettame” (l’insieme delle merci caricate).

Ogni container è contraddistinto da 11 caratteri alfanumerici, suddivisi in 4 lettere, 6 numeri e un numero finale di controllo creato da un algoritmo e chiamato Check Digit. Grazie a questo codice è possibile rintracciare la posizione del container, i tempi di sosta e gli itinerari percorsi.

 

A seconda del tipo di merce e delle misure dei colli, sono disponibili differenti tipologie di container, da quelle standard a quelle dedicate agli equipaggiamenti speciali:

 

Container Standard

Si tratta di contenitori in metallo (BOX ISO – International Standard Organisation) caratterizzati da due diverse lunghezze standard.

 

  • 20’ BOX: un container da 20 piedi (610cm), in gergo tecnico TEU (Twenty-foot Equivalent Unit), ossia l’unità di misura usata per stimare la capacità di carico di una nave portacontainer.
  • 40’ BOX: container da 40 piedi (1220cm), con una portata massima di circa 27 tonnellate, una larghezza di 244cm e un’altezza di 259cm.

 

Esiste poi una variante della 40’ BOX che si differenzia per un’altezza maggiore di 30cm e prende il nome di 40’ HIGH CUBE (HC).



Container Speciali (o Special Equipment)

Sono tipologie di contenitori particolari dedicati, come dice il nome, a equipaggiamenti speciali.

 

  • FLAT RACK: possono essere da 20 e da 40 piedi e hanno una portata di 50 tonnellate, molto superiore ai box (stimata tra le 26,5 e le 31 tonnellate), grazie a una piattaforma rinforzata. Non avendo le sponde laterali, i flat rack sono ottimali per caricare merce con dimensioni fuori standard o merci fuori sagoma. Nel caso in cui le lamiere laterali fossero reclinabili, si parla di FLAT RACK COLLAPSIBLE.
  • OPEN TOP: se ad eccedere le normali dimensioni è unicamente l’altezza, allora si può optare per un container (da 20 o da 40 piedi) OPEN TOP, che al posto del tetto rigido presenta un telone removibile, utile per caricare trattori, parti in casse, tubi, barre e cavi in acciaio, macchinari, caldaie industriali, parti di oleodotto.
  • REEFER: si tratta di container refrigerati per il trasporto di merci che hanno bisogno di una conservazione a temperatura o una ventilazione controllata. Disponibili da 20 e da 40 piedi, e in versione HIGH CUBE da 40 piedi. 
  • TANK e FLEXITANK: contenitori per il trasporto di rinfuse liquide o solide.
  • ISOTANK: cisterne coibentate per il trasporto di liquidi pericolosi, liquidi compressi e gas.
  • SOC (Shipper Owned Container): si parla di SOC quando il container è di proprietà del mittente, una soluzione che permette di evitare costi legati a eventuali soste, in quanto non c’è l’obbligo di restituzione al vettore.