04.01.02

Impatto della pandemia sugli scambi commerciali

Con il diffondersi della pandemia di Covid-19, sia l’Unione Europea che gli USA hanno subìto una forte contrazione del commercio, rispettivamente del -10% e del -9%, al contrario la Cina ha visto un aumento degli scambi del 2%, con l’export che ha registrato un +4%.

Nonostante il pesante calo, la bilancia commerciale UE ha confermato un avanzo costante, assestandosi sui 217 miliardi di euro nel 2020.

Un ulteriore fattore che ha condizionato il commercio internazionale è da individuare nella Brexit, con un aumento delle esportazioni del +2% rispetto allo stesso mese del 2019 dopo mesi di flessione, che rivela come le aziende stessero accumulando scorte di merci in previsione della fine del periodo transitorio (terminato il 31 dicembre 2020), frenate dall’incertezza delle relazioni commerciali tra Regno Unito e Unione Europea.

 

 

Fonte: Eurostat.(ext_st_eu27_2020sitc)

 

Per quanto riguarda gli Stati membri dell’UE, la quota maggiore di traffico merci extra UE del 2020 spetta alla Germania, con il 30% del totale export dell’Unione Europea verso Paesi terzi e il 22% dell’import UE. Seguono l’Italia (11%), i Paesi Bassi e la Francia (10%) per le esportazioni, mentre la classifica dei principali importatori vede al secondo posto i Paesi Bassi (18%), terza la Francia (10%) e quarta l’Italia con il 9%. I dati elevati relativi ai Paesi Bassi dipendono in larga parte dalle numerose merci che transitano dal più importante porto dell’Unione, Rotterdam.

L’export di beni dall’UE ha avuto come destinazione principale gli Stati Uniti (18,3%), seguiti dal Regno Unito (14,4%) e dalla Cina (10,5%), poi da Svizzera, Russia, Turchia e Giappone, con questi sette Paesi che rappresentano il 61% di tutte le esportazioni dell’Unione Europea, nonché il 62,7% delle importazioni, con la Cina che occupa però la prima posizione.

In merito al commercio intra-UE, tra il 2019 e il 2020 gli scambi hanno visto una diminuzione del 7% in export e dell’8% per l’import, con Germania, Paesi Bassi e Francia che da sole hanno contribuito al 48% di tutte le esportazioni interne all’Unione Europea.

In un anno complicato come il 2020, il mercato interno dell’UE ha giocato un ruolo fondamentale, con l’import/export che ha superato la quota totale degli scambi extra-UE.